L’U.N.W.R.A. (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in Near East , Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione lavorativa dei rifugiati palestinesi del Vicino Oriente) è una Organizzazione delle Nazioni Unite creata alla fine della prima guerra arabo/israeliana (1948) per assistere i cittadini palestinesi esuli dalle loro terre conquistate dalle I.d.f. ( Israeli Defense Forces), rifugiatisi in Paesi vicini. Ricordiamo che per “rifugiati palestinesi” si intendono ( secondo la definizione dell’ U.N.W.R.A.) “ le persone il cui normale luogo di residenza era, tra l’ 1/6/1946 e il 15/5/1948, la Palestina e che hanno perso le loro abitazioni e i loro mezzi di sussistenza come risultato della guerra arabo/israeliana del 1948”. Questo “stato di rifugiato” era da considerarsi ereditario anche per i loro discendenti. L’U.N.W.R.A. venne istituita – con la Risoluzione 302/IV dell’ 8/12/ 1949 – dalla Assemblea delle Nazioni Unire e divenne operativa dal 1/5/1950.
I suoi obbiettivi sono “il soccorso, lo sviluppo, l’istruzione, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali e gli aiuti di emergenza e di microfinanza ai palestinesi che si erano rifugiati dal 1948 in Giordania, Libano, Siria , Cisgiordania e nella Striscia di Gaza (Gaza Strip) . Circa i due terzi di costoro vivono tuttora nelle città e nelle periferie urbane nelle vicinanze di 67 Campi allestiti dall’ U.N.W.R.A. in quelle Nazioni e nella Gaza Strip e un terzo è ospitato direttamente in quei Campi. Commissario generale dell’U.N.W.R.A. è, dal marzo 2020, il diplomatico svizzero Philippe Lazzarini, nominato dal Segretario generale dell’O.N.U. Antonio Guterres in sostituzione del connazionale Pierre Krahenbul (dimissionario) e , prima, dell’italiano Filippo Grandi. Vice Commissario è attualmente la norvegese Leni Stenseth.
Due sono le sedi principali dell’ U.N.W.R.A., una a Amman (Giordania) e una nella Gaza Strip, e suoi uffici rappresentativi si trovano a New York, Washington, Bruxelles e Cairo. Il personale impiegato ammonta (2022) a 28.000 persone , di cui solo 300 sono funzionari internazionali. Il bilancio annuale dell’U.N.W.R.A. (2020) è di 806 milioni di dollari, sostenuto da contributi volontari provenienti da Stati membri delle Nazioni Unite, da Governi regionali, da Fondazioni e agenzie private ( l’Italia ha versato all’U.N.W.R.A. 14 milioni di dollari nel 2022).
L’U.N.W.R.A. assiste complessivamente (2020) circa 7 milioni di profughi di cui 5.970.000 sono ospitati nei suoi 67 Campi nei quali gestisce 621 Scuole di istruzione primaria e di formazione professionale e 141 strutture sanitarie di assistenza ordinaria , specialistica e di medicina preventiva, così suddivise : Giordania 10 Campi (2.393.000 profughi, 161 scuole, 25 strutture sanitarie) ; Libano 12 Campi (493.000 profughi, 62 scuole, 27 strutture sanitarie) ; Siria 13 Campi (586.000 profughi, 104 scuole, 24 strutture sanitarie ); Cisgiordania 24 Campi (912.000 profughi, 96 scuole, 43 strutture sanitarie); Gaza Strip 8 Campi ( 1.586.000 profughi, 288 scuole, 22 strutture sanitarie).
In quanto organizzazione che si interessa specificamente dei rifugiati palestinesi, l’ U.N.W.R.A. non fa parte (e non va confusa) con l’altra Organizzazione per i profughi delle Nazioni Unite volta alla assistenza dei rifugiati in altre parti del mondo l’ U.N.H.C.R. (United Nations High Commissioner for Refugees, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati). Ricordiamo che questa è una istituzione fondata in Svizzera il 14/12/1950 (un anno dopo l’ U.N.W.R.A.) dall’Assemblea delle Nazioni Unite, onorata poi ( 1954 e 1961) con l’assegnazione di due Premi Nobel per la Pace. La sua sede centrale è a Ginevra e, dal 2016, il suo Presidente è l’Alto Commissario O.N.U. Filippo Grandi già Commissario generale dell’ U.N.W.R.A. Ne fanno parte 137 Paesi del mondo e opera tramite un Comitato esecutivo composto da 79 membri. Suo scopo principale è il sostegno al diritto d’asilo e alla accoglienza in questi Paesi delle persone che, in tutto il mondo, sono costrette a fuggire dai loro Paesi a seguito di guerre e persecuzioni.
Le vicende dell’U.N.W.R.A. sono state, dall’inizio degli anni 2000, alquanto travagliate. Nel 2017 il Premier di Israele Benjamin Nethanyau avanzò una proposta all’Assemblea dell’O.N.U. tesa ad ottenere lo scioglimento dell’U.N.W.R.A. e il suo accorpamento all’ U.N.H.C.R. in quanto “erano presenti nel suo interno sentimenti antisemiti”, ma essa non ebbe seguito. Nel 2020 il portavoce del Governo israeliano David Mencer, denunciò pubblicamente la presenza di 1200 membri della organizzazione terroristica H.A.M.A.S. (Harakat al- Muqawama al- Islamijja, Movimento di resistenza islamica) infiltrati nelle strutture dell’U.N.W.R.A.. Due analoghe denuncie furono portate alla Assemblea dell’O.N.U. nel 2021 dal portavoce del Ministero degli Esteri israeliano Oren Marmosten ( “2315 dipendenti di H.A.M.A.S. o della Jihad (“Sforzo rivoluzionario”) islamica sono presenti nel personale dell’ U.N.W.R.A.”) e dal portavoce del Governo di Israele David Mencer (“1200 membri di H.A.M.A.S. sono presenti da tempo nell’ U.N.W.R.A.”).
Ancora nel 2022 il Ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ebbe ad affermare che “l’U.N.W.R.A. funge da spalla ad H.A.M.A.S. in quanto 1468 suoi impiegati risultano esserne membri e, di questi, 185 apparterrebbero alle Brigate “Ezzedin al Qassam”, suo braccio armato”. Dall’inizio del 2024 Israele cominciò ad accusare apertamente l’ U.N.W.R.A. di essere succube di H.A.M.A.S., affermando che alcuni suoi dipendenti avevano preso parte agli attacchi da quest’ultima portati contro Israele il 7/10/2023 a Re’vim nel sud del suo territorio. Accusò anche il fatto che l’U.N.W.R.A. continuava a fornire sostegno ai discendenti dei palestinesi rifugiati, allo scopo di perpetuare il conflitto ideologico con Israele. A seguito di tali denunce e a una successiva indagine confermativa effettuata in merito dall’O.N.U., l’U.N.W.R.A. provvide al licenziamento di suoi 9 membri sospettati di essere stati coinvolti negli attacchi del 7 ottobre, anche se ulteriori indagini esperite da altre Organizzazioni non confermarono tali coinvolgimenti.
Tutte queste denunce dello Stato di Israele non produssero alcuna decisione ufficiale in merito da parte dell’ O.N.U., ma indussero 16 Governi nazionali (fra i quali quelli degli Stati Uniti, della Germania, dei Paesi Bassi, del Regno Unito e dell’Italia) a sospendere i loro finanziamenti all’U.N.W.R.A. dal gennaio 2024. A sua volta il Parlamento israeliano il 28/10/2024 votò a larga maggioranza ( 98 si e 10 no) due leggi contro l’U.N.W.R.A.. La prima vietava a questa organizzazione di operare in Israele e la seconda le toglieva le esenzioni fiscali che sino ad allora le erano state concesse, vietava ai funzionari israeliani di aver rapporti di lavoro con l’U.N.W.R.A. e privava tutti i suoi dirigenti dell’immunità diplomatica di cui avevano fino al momento goduto. Queste leggi sarebbero entrate in vigore dal marzo 2025. La Banca israeliana “Leumi” pose il blocco a 2,8 milioni di dollari dell’U.N.W.R.A. depositati nella sua sede di Tel Aviv e la F.E.D. ( Federal Reserve , Banca centrale U.S.A.) revocò all’U.N.W.R.A. la concessione di un prestito già concordato di centinaia di migliaia di dollari.
Queste decisioni furono aspramente criticate dal Segretario Generale dell’O.N.U. Antonio Guterres ( che, conseguentemente , fu dichiarato “persona non grata” dal Governo israeliano), dal Commissario generale dell’ U.N.W.R.A. Philippe Lazzarini e dal suo portavoce Jonathan Fowler, che si dichiarò “fortememte preoccupato” per gli effetti che tali leggi – al momento della loro entrata in funzione – avrebbero provocato sulla popolazione palestinese della Giordania, della Siria, del Libano ,della Cisgiordania e della Gaza Strip. Anche l’Organizzazione internazionale per i Diritti Umani “Amnesty International” si dichiarò contraria alla prossima entrata in vigore di quelle leggi israeliane.
Questa presa di posizione internazionale indusse i Governi di alcuni Paesi ( Stati Uniti esclusi) a recedere dalle loro decisioni ed a annunciare la ripresa dei loro finanziamenti all’U.N.W.R.A. dal gennaio 2025.Il Primo Ministro israeliano Nethanyau rispose a questa nuova decisione europea il 28/12/2024 , affermando che il suo Governo era in grado di operare esattamente come l’U.N.W.R.A. nei territori sotto la sua giurisdizione senza danno alla popolazione palestinese. In queste condizioni contradditorie il futuro dell’ U.N.W.R.A. e delle sue iniziative appare alquanto incerto con persistente precarietà delle condizioni di sopravvivenza per le popolazioni locali.
Gustavo Ottolenghi